Maiori in Europa

Il Gran Carnevale come patrimonio culturale immateriale.

Efhemeral Heritage of European Carnivals Rituals
“CARNVAL”

Progetto Europeo
Programme Creative Europe

La ricerca, condotta in occasione del progetto europeo Programme Creative Europe: “Efhemeral Heritage of European Carnivals Rituals” negli anni 2014-2017 dal Centro di Ricerca Interdipartimentale di Urbanistica “Alberto Calza Bini”, dell’Università “Federico II” di Napoli, in qualità di Partner ufficiale del Progetto denominato “CARNVAL”, ha avuto l’obiettivo generale di promuovere la grande varietà dei carnevali europei, realtà storiche e sociali dell’Europa, attraverso la diffusione e la creazione di una rete stabile di città europee che hanno conservato le loro storiche feste ponendo grande attenzione agli eventi effimeri dei carnevali europei e creare una rete di link tra questi eventi, per rinforzare l’idea di patrimonio culturale europeo e valorizzare il sentimento di una comune identità. 

Il progetto, quindi, ha mirato a promuovere gli eventi e creare collegamenti tra di essi, per diffondere l’idea di uno spazio culturale comune europeo, rafforzando il sentimento di una comune identità europea. L’obiettivo primario del progetto è stato quello di creare coesione sociale nelle popolazioni residenti, quale bene capitale intangibile della città storica ed una più attenta fruizione dei centri urbani sedi dei carnevali.

La ricerca, condotta dal gruppo di lavoro del Centro di Ricerca Interdipartimentale di Urbanistica “Alberto Calza Bini”, dell’Università “Federico II” di Napoli (proff. archh. Luigi Fusco Girard, Teresa Colletta e archh. Anny Errico, Lucia Bello e dott.sa Teresa Peluso), ha focalizzato il suo interesse sulla rilevanza dei “valori” immateriali del patrimonio culturale delle “feste” della Regione Campania, nell’intento di salvaguardare la loro autenticità e promuovere la loro valorizzazione.

L’obiettivo del team del Centro Interdipartimentale Calza Bini all’interno del progetto CARNVAL, è stato quello di avviare una maggiore conoscenza e riflessione scientifica, sui carnevali della Regione Campania. L’attività di ricerca, è stata attiva e propositiva, ha costantemente cercato di stimolare, attraverso il suo lavoro, i partner europei e le comunità locali a una comune attenzione verso i forti legami esistenti tra il carnevale e la storia della città contemporanea, con l’obbiettivo di stimolare una futura diffusione e valorizzazione più ampia dell’evento carnevale e del centro urbano tramite la rete CARNVAL.

Il ruolo del Centro Universitario nel progetto CARNVAL, oltre all’affiancamento nella ricerca, è stato quello di mettere in sinergia l’università con le istituzioni locali e gli enti gestori dei carnevali selezio- nati, è stato un ponte tra le istituzioni.

Il dialogo tra le parti ha permesso la cooperazione e lo scambio di informazioni, processo necessario sia, per il raggiungimento degli obiettivi di progetto, che per avviare azioni e strategie atte alla valorizzazione dei carnevali e del patrimonio culturale dei loro territori.



Si è creato così un monitoraggio indiretto, ma utile per la conoscenza e la promozione del loro patrimonio. Questo lavoro di interfaccia con i responsabili del governo del territorio e con gli enti organizzatori, ha stimolato il loro senso di responsabilità rendendoli partecipi della ricerca, operativi nell’attuazione degli input lanciati dall’università e nella successiva verifica delle ricadute sul territorio. Si è riusciti con un duro lavoro di relazioni, a mettere a sistema le differenze tra i carnevali, creando sinergia, producendo maggiore coesione sociale e stimolando una crescita intelligente ed inclusiva sul territorio. 

Il Gran Carnevale
Maiorese

Il carnevale Maiorese oggi, tra mille difficoltà degli organizzatori, è ritornato in auge, riuscendo a ben bilanciare la tradizione con l’innovazione. Il grande lavoro degli ultimi anni ha permesso alla manifestazione di crescere senza allontanarsi dalla tradizione culturale del luogo. È tutt’ora un evento goliardico per antonomasia, per circa dieci giorni, le strade del ridente paesino costiero sono invase da turisti e cittadini, che accorrono per ammirare gli splendidi carri allegorici a tema e i gruppi coreografici di ballo, in un travolgente susseguirsi di musica, spettacoli e tanto divertimento.

L’associazione Costiera Creativa da alcuni anni organizza e gestisce il Gran Carnevale di Maiori, il Presidente Alfonso Pastore, a cui va il mio ringraziamento per la collaborazione e disponibilità, spiega che le associazioni vivono la manifestazione da protagoniste e da quando il Carnevale di Maiori è entrato nella rete del progetto CARNVAL si è assistito ad un importante cambio di mentalità con l’abbandono di vecchi schemi che ne avevano frenato lo sviluppo.

La voglia di confrontarsi con altre realtà simili internazionali ha dato un forte slancio alla crescita, nuova credibilità alla manifestazione e le nuove generazioni hanno portato una ventata di freschezza ed entusiasmo.  

Ogni anno sono realizzati in media quattro giganti carri di cartapesta semoventi, gruppi coreografici in costume precedono il passaggio dei carri allegorici con balli ed esibizioni spettacolari in tema. Il percorso della sfilata costeggia il centro storico urbano per confluire lungo l’ampio percorso del lungomare di Maiori.

Il Carnevale di Maiori percorre tutto il lungomare della città, spazio pubblico del centro urbano, a partire dal palazzo Mezzacapo, in cui hanno luogo concerti e spettacoli, dominato dal castello di San Nicola di Toro Plano. Il lungomare di Maiori, parte della costiera amalfitana, diventa uno spazio pubblico strategico per accogliere il Gran Carnevale Maiorese, arricchito da spettacoli di artisti nazionali, e dai concorsi per la miglior maschera e carro dell’anno. Un percorso di sicuro richiamo per i flussi turistici e ben attrezzato dal punto ricettivo e dei servizi per ospitare il pubblico nel periodo della manifestazione.
La manifestazione negli ultimi due anni ha visto un inaspettato incremento di visitatori, migliaia di presenze giornaliere.

Il buon modello di gestione degli ultimi anni, ha prodotto una crescita esponenziale della manifestazione. L’edizione del 2017 ha registrato un incremento del 40% di presenze rispetto la precedente edizione; traguardo raggiunto nell’edizione del 2019 grazie ad una ottima campagna promozionale da parte degli organizzatori. La giovane gestione ha puntato molto sulla web communication, pubblicità rivelatasi fondamentale per la crescita del Carnevale.
La comunità locale oggi, ha finalmente percepito a pieno le potenzialità di sviluppo economico e sociale che la manifestazione carnevalesca può apportare alla città, si è rafforzato il legame relazionale tra i cittadini e il carnevale, come punto di partenza per costruire/rigenerare valori interpersonali, relazionali e comunitari.
Pertanto, è necessario continuare a lavorare in tal senso, rinforzando sempre di più il legame relazionale tra i cittadini ed il loro patrimonio culturale-storico-artistico, come potenziale di coagulo relazionale sociale, e non solo come risorsa turistica.

  Per ridurre i rischi inevitabilmente collegati alla spirale turistica risulta importante conservare, oltre alla consapevolezza della storicità della manifestazione, anche una approfondita conoscenza del patrimonio culturale della città e valorizzarlo attraverso il carnevale.

Adottare strategie di sviluppo sostenibili con l’obiettivo di tutelare il patrimonio umano, artistico, ambientale e culturale, sono oggi divenute il motore delle economie avanzate. Il Gran Carnevale di Maiori può essere una strategia di sviluppo e di crescita culturale, che volge lo sguardo anche verso un turismo sostenibile e culturale. 



Arch. Anny Errico - Presidente associazione
*ARF ART

Autore dell'articolo

*(Associazione per la Ricerca e la Formazione sul Restauro dei Beni Artistici e Storici del territorio)

Gran Carnevale di Maiori

Costa d'Amalfi 

Contatti

+ (39) 389 672 9968
Maiori, 84010 (SA)

Dal 22 Febbraio al 01 Marzo 2020